La tendopoli di Fontecchio ha ricevuto una grazia particolare: al centro del campo è stata istallata una tenda militare che fa da cappella. Non è così in tutte le aree di accoglienza.
Qui l’ha voluta fortemente don Piero Lippoli, fin dai primi giorni sul posto, intuendo la necessità di preservare uno spazio e un tempo in cui ricostruire un’ orizzonte di senso.
Tante le perplessità incontrate per questo con gli operatori, impegnati a provvedere - del resto con zelo - ai bisogni strettamente materiali. Ma dopo due mesi la scelta si è rivelata decisamente vincente. "Pane e Signore"...Del resto “se Dio non costruisce la sua casa invano si affaticano i costruttori”….
Città di Dio e città degli uomini….
All’interno della tenda c'è lo spazio per condividere amarezze e delusioni, desolazione e tristezza, speranze e progetti..
Un luogo abitato…dalla gente della tendopoli, dai sacerdoti guanelliani che ne hanno voluto condividere e orientare il dolore, dai volontari della protezione civile di Colleferro e S. Marinella arrivati il girono dopo il terremoto e che al campo curano logistica e servizio mensa, dagli Scout d’Europa, polivalenti e impegnati dove serve: animazione dei bambini, ascolto degli anziani, pulizia e manutenzione del campo, mensa, animazione liturgica.
E’ la vigilia di Pentecoste: temperatura torrida, molti volontari sono impegnati nella copertura delle tende con i teloni e le strutture in distribuzione in questi giorni a tutte le tendopoli abruzzesi: mancano le scale, qualche giunto…ma si procede lo stesso..facendo quel che si può.
I bambini sono in gita a Colleferro, per la festa organizzata dalla protezione civile.
Arriva nel pomeriggio don Nico Rutigliano: la gente – che lo attende numerosa - si raccoglie intorno alla cappella. Roberto, giovane sacrestano del paese inizia a preparare il necessario per la processione mariana che concluderà il mese di maggio. Il suono delle campanelle tintinna tra le tende ed invita a condividere il momento di preghiera.
Il rosario itinerante parte dalla cappella che porta il nome della parrocchia “S. Maria della Pace” e si snoda tra le oramai ben note tende blu. Portano la statua di Maria e due ceri alcune donne a turno. Si disegna un cerchio intorno alla tendopoli, un cerchio di preghiera per abbracciare tutti, sostando sui tavolini puliti delle oramai nuove “abitazioni”. C’è silenzio e viva partecipazione. Al termine si rientra in chiesa per la Messa.
Verso le 18.30 tornano al campo i bambini: per loro ancora qualche gioco e poi tutti a cena. Alla sera sono loro i primi ad arrivare nel prato posto sul retro della cappella in cui ha inizio la veglia di Pentecoste. A proporla 50 tra Capi e Scolte degli Scout d’Europa. A presiederla don Nico, coadiuvato da Jesus, giovane seminarista. Molti gli anziani, qualche famiglia. Incuriosisce questa presenza giovane, numerosa, composta e gioiosa. Si accendono 7 lampade, a simboleggiare i 7 doni dello spirito. Si canta, si prega e in processione si entra nella cappella per l’ascolto della Parola.
Da Babele alla Pentecoste…dal disordine all’armonia, dal timore alla missione…la storia di tutti e ciascuno, in Abruzzo ed ovunque. Vengono portati lentamente all'altare 7 simboli: una carta topografica, un rosario, un catino con un telo, un libro di scienze, un paio di occhiali, una manciata di sale, una spada di cartone. Simboleggiano i 7 doni e accompagnano la preghiera allo Spirito perché li elargisca e in abbondanza.
Alle 22.30 termina il momento di preghiera, ma si sosta ancora insieme per un po’…poi la gente rientra nelle tende, gli scout ripartono per il loro campo base a S. Pio delle Camere.
Il cielo si è annuvolato e minaccia temporale….ma per un po' un' insolita pace ha abitato tutti.