Una “casa”, una rete, un “sistema” che tiene collegato tutte le persone e tutti i gruppi che a titolo diverso fanno riferimento al carisma della Carità, rispettandone il loro cammino e la loro identità spirituale: è il movimento laicale guanelliano che, già nel cuore del fondatore, è giunto in questi mesi ad una importante tappa di definizione del suo percorso.
Si è infatti conclusa di recente l’assemblea nazionale, svoltasi a Roma, presso la Domus Urbis dal 23 al 24 gennaio, che ha visto insieme oltre 160 referenti di realtà laicali diverse nate dal carisma del beato Luigi. “Un importantissimo momento per rinnovare e condividerne l'identità” spiega don Wladimiro Bogoni, assistente generale – “tappa di un cammino iniziato nel 2001 e giunto ad un momento significativo con la presentazione del documento ufficiale, recentemente approvato, “fare della Carità il cuore del mondo”.
“Ho incontrato laici professionalmente e cristianamente impegnati – ha sottolineato nel suo saluto iniziale la Madre generale delle FSMP, S. Giustina Vallicenti - che offrono tutto perchè si possa fare della carità il cuore del mondo. Laici giovani, meno giovani, mamme, spose che con il cuore aperto cercano di essere i primi a sostenere, incoraggiare, accompagnare. Laici che hanno sposato la causa dei poveri e lo testimoniano con amore”. Un’ esercito di religiosi e laici che si muovono per la carità. “Ma un esercito – ha aggiunto - non cammina con efficacia se non si identifica e non si da una chiara connotazione”.
Al centro dei lavori assembleari la presentazione del documento ufficiale del movimento, frutto di un lungo e delicato lavoro di discernimento. “Il testo – ha illustrato il prof. Vittore Mariani, presidente del MLG - è costituito da tre parti: la prima storica, la seconda riprende il cammino del documento là dove si era interrotto e lo ripresenta arricchito di tutti gli apporti e i suggerimenti giunti alla segreteria del Consiglio Nazionale del MLG; la terza offrirà dei percorsi di formazione, per indicare un possibile cammino, suscitare un sogno, offrire un tracciato per il futuro”.
Grandemente apprezzato l’intervento del Prof. Guzman Carriquiry Lecour, Sottosegretario del Pontificio Consiglio dei Laici, sul tema A venti anni dalla Christifideles laici: memoria, sviluppo, nuove sfide e compiti, un ampio excursus sulla nuova stagione aggregativa dei fedeli laici, dagli anni che precedono in Concilio Vaticano II ad oggi.
“Ogni movimento o nuova comunità – ha ricordato Carriquiry - si realizza, grazie al proprio carisma, come metodo o cammino di educazione alla fede. In tal modo, i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono considerate scuole di comunione, di libertà e di vita vera, compagnie in cammino nelle quali si impara a vivere nella verità e nell’amore di Cristo”.
Esse sono al contempo risposta efficace all’attuale emergenza educativa, “alla grande e ardua difficoltà di comunicare ragioni, ideali fondati e forti, per il vivere e il convivere, per amare, per saper sacrificarsi nel dono di sé, per mantenere viva la speranza; di dare, in sintesi, un senso e un cammino di compimento alla propria vita”.
Una la tentazione: l’ auto-referenzialità. “E’ importante andare oltre – ha aggiunto - per mettere generosamente a disposizione dell’utilità comune, per il rinnovamento di tutte le comunità cristiane, in modo ordinato e fecondo, i tanti doni di cui ogni comunità è portatrice: lo slancio missionario, gli efficaci itinerari di formazione cristiana, la testimonianza di fedeltà e obbedienza alla Chiesa, la sensibilità ai bisogni dei poveri, la ricchezza di vocazioni”.
Perché il cammino del laicato guanelliano possa procedere sicuro e spedito è importante “cogliere il sentire, il pensare e il fare del Fondatore” ha ricordato don Wladimiro, che nella giornata di domenica ha approfondito storia, attualità e prospettive future dei laici guanelliani.
“La storia del movimento – ha evidenziato - è da comprendere come una “storia di salvezza” e aiuta a capire che davvero ogni evento è abitato dalla presenza di Dio e porta una indicazione di Dio indirizzata alle Congregazioni”.
Per questo fondamentale è definire il significato e l’identità specifica di tutte le componenti della famiglia guanelliana “perchè ognuna esprime la sua forza in stretta connessione con le altre, nel comune denominatore: il carisma trasmessoci dal fondatore, a cui ogni gruppo deve necessariamente fare riferimento”.
Nel MLG confluiscono infatti un ampio ventaglio di gruppi laicali guanelliani già esistenti (cooperatori, ex allievi, amici, sostenitori, operatori, movimento giovanile, famiglie guanelliane..) o che potrebbero sorgere. “Sui Laici – ha sottolineato ancora don Wladimiro - Guanella ha scritto poco; per loro ha scritto molto, ma soprattutto con loro ha fatto moltissimo.
Il DNA del laicato guanelliano? Comunionale, universale e profetico, intuito da un sacerdote profondamente ammirato dalla santità dei laici, precursore ed interprete del Concilio Vaticano II nella Chiesa fortemente gerarchizzata del suo tempo.
Al termine della celebrazione della domenica, presieduta dal Superiore Generale P. Alfonso Crippa, numerosi e preziosi gli interventi dei partecipanti. “Ho fortemente apprezzato il clima di fraternità – ha sottolineato P. Alfonso – durante i lavori e il contributo di tutti i presenti. Certamente riporteremo in Consiglio generale stimoli e proposte maturate in questa sede per riprendere con rinnovato coraggio questo cammino, alla vigilia della canonizzazione”.
“Siamo ancora agli inizi – ha concluso don Wladimiro - scrivendo una grammatica della collaborazione tra laici e religiosi, che porti all’elaborazione di un linguaggio che sappia educare al reciproco ascolto e riveli la tensione e il desiderio della comunione”.
Sono passati più di 40 anni dal “Concilio dei Laici”: non attardiamoci ancora … troviamo il coraggio, la passione, l’entusiasmo per pensare un progetto alto!”
Rinnovare la comprensione della ricchezza del Vaticano II e puntare decisamente alla formazione di laici e religiosi, nel loro rapporto con i laici, gli obiettivi da perseguire. "Serve una profonda conversione personale, dono dello Spirito - ha aggiunto - per intuire le vie della Provvidenza e abbandonarsi alla sua azione creatrice che, sola, può fare nuove tutte le cose".