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Servi della Carità “Sbocciò sull’albero vitale della Case della Divina Provvidenza che le fatiche e i sacrifici delle prime Suore avevano infertilito e su cui già maturavano i frutti delle Opere femminili” (Don Leonardo Mazzucchi).
Un Congregazione maschile fu da sempre nell’animo di don Guanella. Già dai primi anni del suo ministero egli si industriò parecchio a raccogliere dei buoni giovanetti per inviarli agli studi ecclesiastici. Da Savogno ne inviò alcuni a Torino da don Bosco. Appena poté aprì una scuola-ricovero per gli studi, possibilmente ecclesiastici a quelli, giovani o adulti, che la Provvidenza gli inviava. Un primo giovanetto fu Alessandrino Mazzucchi, virtuoso giovane, che un brutto incidente fece volare precocemente al cielo. Il primo sacerdote, consacrato per la Casa dal cardinale di Milano, Andrea Ferrari, nel gennaio del 1895 fu Don Pietro Moroni, un chierico della diocesi di Milano, con qualche difficoltà di salute, seguito da don Giovanni Calvi e, dopo un anno, da Don Giuseppe Roncoroni e don Silvio Vannoni. Si costituiva così, faticosamente attorno a don Guanella il piccolo gruppo di sacerdoti della Casa. In una bozza di Statuto organico del 1894, don Guanella scriveva: “ Nella Pia Casa, oltre alle Figlie della Provvidenza, vi sono i Figli del Sacro Cuore, i quali sono divisi in tre famiglie: di sacerdoti, di infermieri laici. di capomestieri”. E, continuando, apriva la porta della Casa a quei sacerdoti che, allevati nello studentato dell’Opera oppure venuti da altrove, mostravano speciale vocazione verso la vita religiosa e disponibilità verso le varie mansioni della Casa. E così anche a quei buoni laici chiamati dal Signore a vivere la vita religiosa, si offriva la possibilità di far parte di questa famiglia, nella quale potevano “attendere alla salvezza della loro anima, all’educazione dei poveri orfanelli, con incarichi di infermieri, falegnami, sarti, agricoltori, tipografi e simili”.
Pochi, ma generosi e attivi i primi maturavano attorno al Fondatore, regola vivente, assimilando il suo spirito, la sua dedizione e generosità, in mezzo a privazioni d’ogni genere, lavoratori instancabili…
L’esempio trascina e presto diversi altri giovani e meno giovani chiesero di essere accettati nel gruppo. A loro la Provvidenza apriva le porte dei seminari di diverse diocesi per la formazione e gli studi in vista del sacerdozio. Permangono nella nostra gratitudione i vescovi di Como, Milano, Mondovì, Coira, Pavia e Rovigo. Da quest’ultimo furono consacrati ben 24 sacerdoti per l’Opera.
Il nome all’inizio fu Figli del Sacro Cuore, ma nel 1904, per evitare il rischio di confusione con altre Congregazioni religiose, don Guanella chiamò la sua congregazione maschile Servi della Carità” e scriveva: “ Siamo Servi della Carità, perché la carità di Gesù Cristo ci ha tratti. Esercitiamo con fervore le opere di misericordia del Signore…La pace e la carità che Gesù Cristo portò dal cielo in terra, divenga sempre più copiosa nei cuori e nella pia società nostra”.
Le Costituzioni dei Servi della Carità in Como furono stampate nel 1907 e distribuite ai confratelli. Su queste Costituzioni, la sera del 24 marzo 1908, Don Luigi Guanella pronunciava con cerimonia semplice, ma molto commovente i voti religiosi semplici perpetui. A lui si univano altri 10 confratelli. Il 28 marzo seguente a Milano emettevano gli stessi voti perpetui altri 6 confratelli. Il piccolo gregge entrava nella Chiesa con tutte la carte in regola per diffondersi nel mondo intero.
Nell’agosto 1912 la Sede concessa alla Congregazione dei Servi della Carità il Decreto di lode “Humanis miseriis sublevandis”. La Congregazione e le Costituzioni furono approvate in via provvisoria il 10 luglio 1928 e definitivamente il 16 luglio 1935. |
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